Quante prese servono in cucina? Dove conviene posizionarle vicino al letto? Quanti collegamenti occorrono dietro la TV? Durante una ristrutturazione queste decisioni possono sembrare secondarie rispetto alla distribuzione degli ambienti o alla scelta dei rivestimenti, ma incidono ogni giorno sulla praticità della casa.
Una presa dimenticata può costringere a utilizzare prolunghe, adattatori e multiprese. Una scatola collocata male può invece finire dietro la testiera del letto, all’interno di un armadio o proprio nel punto occupato da un elettrodomestico.
Il momento corretto per progettare la disposizione delle prese è quindi prima di realizzare le tracce, le contropareti e i rivestimenti, quando cucina, arredamento e apparecchi principali sono già sufficientemente definiti. Chi possiede una certa manualità può preparare la planimetria, scegliere le posizioni, stabilire le quote e calcolare le composizioni necessarie. Questo lavoro non sostituisce però il progetto tecnico dell’impianto, il dimensionamento dei circuiti o i collegamenti, che devono essere affidati a soggetti abilitati.
Prima di iniziare: la guida riguarda la progettazione e la predisposizione dei punti elettrici. Il dimensionamento delle linee, la scelta delle protezioni, i collegamenti, le verifiche e il rilascio della dichiarazione di conformità devono essere affidati a un’impresa abilitata. Non bisogna intervenire su parti in tensione o modificare autonomamente i circuiti esistenti.
Indice dei contenuti
- Da dove iniziare: arredi, utilizzo e numero di prese
- Punto presa e singola presa
- Quante prese prevede la CEI 64-8
- Altezze standard e tracciatura delle prese
- Come progettare le prese nei diversi ambienti
- Soggiorno
- Cucina
- Camera matrimoniale, cameretta e studio
- Bagno, lavanderia e locali di servizio
- Balcone, giardino, garage e locali accessori
- Rete dati, climatizzazione e predisposizioni future
- Tipi di presa, scatole e numero di moduli
- Potenza, circuiti e controlli finali
- Bonus e agevolazioni per l’impianto elettrico nel 2026
- Progettare oggi per utilizzare meglio la casa domani
Da dove iniziare: arredi, utilizzo e numero di prese
Una pianta elettrica non dovrebbe essere progettata su stanze ancora vuote. Prima di decidere dove collocare le prese bisogna conoscere almeno in modo indicativo la posizione di cucina, divano, televisore, tavolo da pranzo, letti, comodini, armadi, scrivanie e mobili del bagno. Le dimensioni degli arredi devono essere realistiche: per il letto vanno considerati struttura, testiera e comodini; per la cucina servono invece ingombri di basi, colonne, pensili, lavello, piano cottura ed elettrodomestici.
Per ogni ambiente è utile elencare sia gli apparecchi fissi sia quelli utilizzati abitualmente, aggiungendo le esigenze ragionevolmente prevedibili. Una cameretta può diventare uno studio, la parete TV può essere spostata e un piano cottura a gas può essere sostituito da un modello a induzione. Quando una funzione futura non è ancora definita, può essere sufficiente predisporre una scatola richiudibile, una tubazione vuota o spazio aggiuntivo nel quadro.

Punto presa e singola presa
Nel linguaggio comune si tende a contare ogni foro nel quale può essere inserita una spina, ma nella progettazione dell’impianto è importante distinguere tra punto presa e presa a spina. Il punto presa identifica una posizione dell’impianto che può comprendere una o più prese installate nella stessa scatola: una composizione con due prese affiancate costituisce quindi un solo punto presa, pur offrendo due collegamenti utilizzabili.
La distinzione è importante quando si confrontano la planimetria, il preventivo dell’elettricista, le dotazioni previste dalla Norma CEI 64-8 e la distinta dei componenti. Indicare “un punto presa vicino al divano composto da due prese bipasso” è più preciso rispetto a scrivere semplicemente “due prese in soggiorno”.
Quante prese prevede la CEI 64-8
La nona edizione della Norma CEI 64-8, entrata in vigore il 1° novembre 2024, rappresenta il riferimento tecnico per la progettazione, la realizzazione e la verifica degli impianti elettrici di bassa tensione. Il Capitolo 37 distingue gli impianti residenziali in tre livelli: Livello 1 con dotazione funzionale di base, Livello 2 con una dotazione più ampia e Livello 3 con funzioni domotiche integrate.
La tabella seguente riassume alcuni dei principali punti presa indicati per il Livello 1.
| Ambiente | Punti presa indicati per il Livello 1 |
|---|---|
| Locale generico da oltre 8 fino a 12 m² | 4 |
| Locale generico da oltre 12 fino a 20 m² | 5 |
| Locale generico oltre 20 m² | 6 |
| Ingresso | 1 |
| Angolo cottura | 2, di cui 1 sul piano di lavoro |
| Cucina separata | 5, di cui 2 sul piano di lavoro |
| Lavanderia | 3 |
| Bagno o locale doccia | 2; può essere sufficiente 1 se non è previsto l’attacco della lavatrice |
| WC di servizio | 1 |
| Corridoio fino a 5 metri | 1 |
| Corridoio oltre 5 metri | 2 |
| Balcone o terrazzo di almeno 10 m² | 1 |
| Cantina, soffitta o box privato | 1 |
| Giardino di almeno 10 m² | 1 |
Nelle camere da letto può essere previsto, alle condizioni indicate nelle note della norma, un punto presa in meno rispetto a un locale generico della stessa superficie. Per i ripostigli di almeno 1 m² è previsto il punto luce, mentre la tabella del Livello 1 non indica un punto presa minimo.
Queste quantità rappresentano una base di riferimento, non necessariamente la configurazione più comoda. Cinque punti presa in cucina possono rispettare la dotazione minima e risultare comunque insufficienti se devono essere alimentati frigorifero, forno, lavastoviglie, cappa, microonde, macchina da caffè e piccoli elettrodomestici.
Il numero effettivo deve quindi essere stabilito sommando:
- dotazione minima applicabile;
- apparecchi fissi e da incasso;
- dispositivi utilizzati abitualmente;
- prese di servizio;
- eventuali predisposizioni future.
Altezze standard e tracciatura delle prese
Per posizionare le prese si parte da alcune altezze standard di riferimento, da adattare quando l’arredamento o la funzione del punto elettrico richiedono una quota differente. Per le normali prese basse viene comunemente utilizzata un’altezza di circa 30 cm dal pavimento finito, mentre il riferimento minimo normalmente richiamato per le prese a parete è di 17,5 cm. In camera da letto sono frequenti quote comprese tra 30 e 50 cm; per cucina e bagno vengono generalmente utilizzate posizioni più alte.
| Punto elettrico | Altezza indicativa dal pavimento finito |
|---|---|
| Prese basse ordinarie | Circa 30 cm |
| Interruttori e comandi luce | Circa 100-110 cm |
| Prese basse in camera da letto | Circa 30-50 cm |
| Prese sopra il comodino | Circa 10-20 cm sopra il piano d’appoggio |
| Prese sopra la scrivania | Circa 90-110 cm, in funzione del piano |
| Prese sopra il piano della cucina | Circa 110-120 cm, oppure 10-15 cm sopra il piano |
| Prese di servizio in bagno | Generalmente intorno a 110 cm, nel rispetto delle zone di sicurezza |
| Prese per una TV sospesa | In funzione della posizione dello schermo |
| Prese per elettrodomestici da incasso | Secondo il progetto del mobile e le istruzioni dell’apparecchio |
Le misure devono essere prese dal pavimento finito, considerando quindi lo spessore del pavimento, della colla e degli altri materiali che verranno aggiunti sopra il massetto. È inoltre importante stabilire se la quota indicata sulla planimetria si riferisce al centro della scatola o al suo bordo inferiore. Prima di realizzare la traccia è utile riportare sulla parete non soltanto il centro del punto, ma anche l’ingombro completo della scatola e della futura placca. Una scatola può risultare correttamente centrata rispetto al mobile, mentre la placca finita potrebbe toccarne il bordo o essere parzialmente coperta.
Per ridurre gli errori si possono riprodurre con del nastro adesivo gli ingombri di letto, comodini, televisore, mobili della cucina e scrivania. Questo semplice controllo permette di verificare immediatamente se le prese saranno accessibili.
Come progettare le prese nei diversi ambienti
Ogni ambiente presenta apparecchi, arredi e vincoli differenti, perciò non esiste una distribuzione valida per tutta la casa. Le indicazioni che seguono aiutano a individuare gruppi di prese, quote e predisposizioni da valutare insieme al tecnico prima di iniziare le opere murarie.
Soggiorno
Nel soggiorno bisogna distinguere la parete TV, la zona divano e le prese di servizio. Una parete TV moderna può richiedere collegamenti per televisore, decoder, console, soundbar, subwoofer, router, switch, illuminazione decorativa, antenna e rete Ethernet; per una configurazione media è ragionevole prevedere quattro o sei prese utilizzabili, senza occupare ogni posizione fin dal primo giorno.

Se il televisore sarà sospeso, è utile predisporre un gruppo dietro lo schermo e un secondo dietro o all’interno del mobile. Tra i due punti può essere realizzata una canalizzazione per HDMI, antenna e dati, evitando cavi visibili lungo la parete. L’altezza del gruppo superiore va stabilita soltanto dopo aver definito dimensioni dello schermo, mobile e staffa.
Ai lati del divano sono utili prese per lampade, computer portatili e ricarica dei dispositivi: la soluzione più pratica prevede almeno un gruppo da due prese per ciascun lato effettivamente utilizzabile. La quota può rimanere intorno a 30 cm o essere alzata sopra un tavolino. Se il divano è al centro della stanza, le eventuali prese a pavimento o integrate nell’arredo devono essere previste prima del massetto; conviene inoltre lasciare un collegamento accessibile per aspirapolvere e apparecchi temporanei.
Cucina
La cucina è l’ambiente nel quale una semplice conta delle prese produce più facilmente errori. Le posizioni devono essere definite sul progetto del mobiliere, completo di basi, colonne, pensili, piano di lavoro, lavello ed elettrodomestici. Frigorifero, congelatore, forno, lavastoviglie, microonde, cappa e piano a induzione vanno considerati separatamente, insieme a eventuali cantinetta, macchina da caffè integrata, caldaia, scaldacqua o sistemi per il trattamento dell’acqua.

Le prese non dovrebbero essere collocate automaticamente dietro gli elettrodomestici da incasso. Spina e cavo possono ostacolare l’inserimento dell’apparecchio e risultare irraggiungibili durante la manutenzione; quando possibile, il collegamento va spostato in un vano adiacente o in una zona tecnica accessibile. Per apparecchi ad alto assorbimento, come forno e induzione, non basta scegliere una presa Schuko o universale: circuito, protezioni, cavi e modalità di collegamento dipendono dalla potenza effettiva.
Sul piano di lavoro è preferibile distribuire due o tre gruppi da almeno due prese ciascuno, invece di concentrare tutto in un solo punto. La quota viene generalmente fissata tra 110 e 120 cm dal pavimento finito, oppure 10-15 cm sopra il piano, adattandola ad alzata e pensili. Lavello e piano cottura devono essere individuati prima per evitare zone esposte ad acqua o calore; anche isola e penisola vanno progettate prima del massetto, perché possono richiedere alimentazione per induzione, cappa o prese integrate.
Camera matrimoniale, cameretta e studio
Nella camera matrimoniale è consigliabile prevedere un gruppo su entrambi i lati del letto, con almeno due prese tradizionali per lato ed eventuali porte USB-A o USB-C. Le prese possono essere collocate tra 30 e 50 cm dal pavimento oppure poco sopra il comodino; la seconda soluzione è più accessibile, ma richiede di conoscere con precisione altezza del materasso, testiera e piano d’appoggio.

Oltre ai gruppi accanto al letto bisogna considerare comandi della luce, televisore, angolo toeletta, climatizzatore, tapparelle motorizzate e una presa libera per la pulizia. Se la stanza consente più disposizioni del letto, può essere utile predisporre una seconda parete senza installare subito tutti i dispositivi.
La cameretta deve essere pensata per un utilizzo che cambierà nel tempo, distribuendo i punti su almeno due pareti e prevedendo scrivania, computer, console, televisore e stampante. Per una postazione di studio o smart working possono servire quattro o sei prese: un gruppo basso per gli alimentatori principali e uno sopra la scrivania per gli apparecchi collegati più spesso. Accanto alle prese elettriche è utile predisporre almeno una connessione Ethernet per lavoro, smart TV e console.
Bagno, lavanderia e locali di servizio
Nel bagno la posizione delle prese non può essere stabilita soltanto in base all’altezza o alla distanza dal lavabo. La Sezione 701 della CEI 64-8 distingue lo spazio intorno a vasca e doccia in zone con condizioni installative differenti, da verificare sulla geometria reale dell’ambiente. Vicino allo specchio viene spesso utilizzata una quota intorno a 110 cm, considerando però spruzzi, umidità e apparecchi come asciugacapelli, rasoio, spazzolino elettrico, specchio illuminato, aspiratore e scaldacqua.

In lavanderia è preferibile prevedere un collegamento distinto per lavatrice, asciugatrice, scaldacqua e altri apparecchi fissi, oltre a una presa di servizio per ferro da stiro, aspirapolvere o deumidificatore. Se le macchine sono sovrapposte o inserite in un mobile, i collegamenti devono restare accessibili e non essere schiacciati sul retro.
Anche ingresso, corridoio e ripostiglio meritano attenzione: nell’ingresso la presa deve rimanere raggiungibile con la porta aperta, nei corridoi lunghi conviene distribuire i punti per evitare prolunghe e nel ripostiglio può servire un collegamento per scopa elettrica, robot aspirapolvere, ferro da stiro o dispositivi di rete.
Balcone, giardino, garage e locali accessori
Negli spazi esterni le prese possono alimentare illuminazione, irrigazione, utensili, tende motorizzate, pompe, telecamere o apparecchi da cucina. Non è sufficiente montare una normale presa da interno sotto una tettoia. Scatola, placca, coperchio e installazione devono essere adatti all’esposizione effettiva ad acqua, polvere, sole e urti; anche il grado di protezione cambia tra una posizione esposta alla pioggia e una veranda chiusa.

Nel garage bisogna distinguere alimentazione della porta, illuminazione, banco da lavoro, freezer, aspirapolvere e utensili. Una normale presa domestica non è automaticamente adatta alla ricarica permanente di un veicolo elettrico, che richiede una valutazione specifica di circuito, protezioni e potenza disponibile. Se l’acquisto dell’auto è prevedibile, durante la ristrutturazione conviene predisporre almeno una canalizzazione tra il quadro e il posto auto.
Rete dati, climatizzazione e predisposizioni future
Durante una ristrutturazione energia e comunicazioni dovrebbero essere progettate insieme, perché affidarsi esclusivamente al Wi-Fi può essere limitante per smart TV, postazioni di lavoro, videocamere e access point. Prima di chiudere le pareti è utile individuare l’arrivo della connessione dell’operatore, la posizione di modem e router, le prese Ethernet nelle stanze principali e le canalizzazioni di riserva; il router dovrebbe trovarsi in un punto centrale e ventilato, evitando vani metallici o mobili chiusi.
Nella stessa planimetria vanno riportati climatizzatori, pompa di calore, caldaia, scaldacqua, ventilazione meccanica, termostati, tapparelle motorizzate, allarme e videosorveglianza. Quando è previsto un impianto connesso o domotico, bisogna considerare anche scatole più profonde, tubazioni dedicate e spazio aggiuntivo nel quadro per comandi smart, attuatori e alimentatori. Non occorre scegliere subito ogni dispositivo, ma è utile decidere quali funzioni potranno essere automatizzate e lasciare tubazioni libere nei punti strategici.
Tipi di presa, scatole e numero di moduli
Dopo aver stabilito posizione e quantità bisogna definire la composizione di ogni punto. Le prese italiane da 10 A sono adatte alle spine più piccole, mentre le bipasso 10/16 A accettano entrambe le principali spine italiane. Le prese Schuko sono utilizzate da molti elettrodomestici e dispositivi informatici; le universali o multistandard consentono di collegare sia spine italiane sia Schuko, riducendo il ricorso agli adattatori.

Le porte USB-A e USB-C sono pratiche vicino al letto, al divano e alla scrivania, ma non dovrebbero sostituire completamente le prese tradizionali: la sola presenza di una porta USB-C non garantisce una determinata potenza o la ricarica rapida. Energia, TV, SAT ed Ethernet devono inoltre essere considerate nella stessa composizione, soprattutto sulla parete TV e nella postazione di lavoro.
Una presa completa non è formata soltanto dal dispositivo visibile: una serie civile componibile comprende scatola da incasso, supporto, prese o comandi modulari, eventuali copriforo e placca finale. Le scatole più comuni sono da 3, 4 o 6 moduli, ma il numero non coincide necessariamente con quello delle prese, perché una Schuko o una universale può occupare due moduli. La composizione va quindi definita prima delle opere murarie per evitare scatole troppo piccole e nuove tracce.
Supporti, frutti e placche di marche o serie differenti non sono liberamente intercambiabili: prima dell’acquisto bisogna verificare che tutti i componenti appartengano allo stesso sistema. Nella sezione Serie civili è possibile confrontare prese, supporti, placche e dispositivi delle principali gamme BTicino, Vimar, Gewiss e AVE.
Potenza, circuiti e controlli finali
Il numero delle prese non è sufficiente per dimensionare l’impianto. Dieci prese utilizzate per piccoli caricatori non equivalgono a tre collegamenti destinati a forno, asciugatrice e piano a induzione. Per gli impianti residenziali nuovi o completamente rifatti, il Capitolo 37 prevede, salvo impedimenti costruttivi, che montante e interruttore generale siano dimensionati per una potenza impegnabile di almeno 6 kW. Questo non significa che il contratto di fornitura debba essere necessariamente da 6 kW: la potenza contrattuale può essere inferiore, mentre l’infrastruttura viene predisposta per una possibile maggiore richiesta.
Per definire circuiti, protezioni e quadro, il professionista deve conoscere la potenza degli apparecchi principali, quali dispositivi potrebbero funzionare contemporaneamente e se sono previsti induzione, climatizzazione, pompa di calore, fotovoltaico, accumulo o ricarica elettrica.
Prima di realizzare le tracce è quindi opportuno controllare che:
- tutte le quote siano riferite al pavimento finito;
- le prese non siano coperte da mobili o porte;
- i collegamenti degli elettrodomestici rimangano accessibili;
- le scatole abbiano spazio sufficiente per la composizione prevista;
- parete TV e scrivania comprendano anche rete dati e passaggio dei cavi;
- siano presenti prese di servizio libere;
- eventuali tubazioni di riserva non vengano occupate;
- supporti, dispositivi e placche siano compatibili.
Prima di chiudere intonaco, cartongesso o rivestimenti è inoltre utile fotografare scatole e percorsi delle tubazioni, inserendo nelle immagini un metro o un altro riferimento dimensionale.
Bonus e agevolazioni per l’impianto elettrico nel 2026
Per le spese sostenute nel 2026, il Bonus ristrutturazioni prevede una detrazione del 36%, elevata al 50% quando ricorrono le condizioni previste per l’abitazione principale, su un limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Tra gli interventi indicati dall’Agenzia delle Entrate rientrano la sostituzione dell’impianto elettrico e la sua integrazione finalizzata alla messa a norma. La semplice sostituzione estetica di prese e placche, eseguita come intervento isolato, non deve invece essere considerata automaticamente agevolabile.
In presenza di un intervento edilizio ammesso, nel 2026 può essere disponibile anche il Bonus mobili ed elettrodomestici, con detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro. Per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
Sulle prestazioni relative a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati su immobili residenziali può inoltre essere applicata, in presenza dei requisiti, l’IVA agevolata al 10%. Il trattamento varia in base al tipo di intervento e alle modalità con cui vengono forniti i materiali.
Prima di effettuare pagamenti o acquistare i componenti è consigliabile verificare il proprio caso con il tecnico, il commercialista o il CAF, perché la semplice presenza di lavori elettrici non garantisce automaticamente l’accesso alle agevolazioni.
Progettare oggi per utilizzare meglio la casa domani
Progettare le prese elettriche stanza per stanza non significa riempire ogni parete di collegamenti. Significa partire dalle quote standard, adattarle agli arredi, contare gli apparecchi realmente utilizzati e lasciare una ragionevole flessibilità per il futuro. Chi possiede una buona manualità può preparare la planimetria, definire le composizioni, segnare le scatole e organizzare con precisione le predisposizioni. La parte elettrica vera e propria deve però essere dimensionata, realizzata e verificata dall’impresa abilitata. Una progettazione accurata permette di limitare prolunghe e adattatori, evitare modifiche dopo la chiusura delle pareti e acquistare scatole, supporti, prese e placche realmente compatibili con le esigenze della casa.




