Quando si sostituisce una vecchia caldaia con un modello più recente, soprattutto se modulante, è importante decidere anche come verrà controllato il riscaldamento. In molti impianti il vecchio termostato può continuare a essere utilizzato attraverso un normale comando On/Off; in altri casi la nuova caldaia offre invece sistemi di comunicazione più evoluti, come OpenTherm o un BUS proprietario del produttore.
La scelta non riguarda soltanto la possibilità di accendere o spegnere il riscaldamento dallo smartphone. Cambia il modo in cui il termostato comunica con la caldaia e, di conseguenza, il tipo di regolazione che può essere ottenuto. Un termostato On/Off trasmette essenzialmente una richiesta di calore, mentre un sistema OpenTherm permette a due dispositivi compatibili di scambiarsi informazioni digitali sul funzionamento dell’impianto.
Installare una caldaia nuova, però, non significa che sia sempre necessario sostituire anche il termostato, così come scegliere una caldaia modulante non implica automaticamente l’utilizzo di OpenTherm. Per capire quale soluzione sia realmente adatta bisogna verificare le caratteristiche del generatore, il tipo di collegamento disponibile e il sistema di termoregolazione già presente nell’abitazione.
Indice dei contenuti
- Quando si cambia caldaia bisogna cambiare anche il termostato?
- Come controlla la caldaia un termostato On/Off
- Cosa significa contatto pulito
- OpenTherm: cosa cambia nel controllo di una caldaia modulante
- Caldaia modulante con termostato On/Off: è possibile?
- Posso mantenere il vecchio termostato con la nuova caldaia?
- Come capire se la nuova caldaia supporta OpenTherm
- Come verificare la compatibilità prima di scegliere il nuovo termostato
- Controllare l’ingresso previsto dalla caldaia
- Verificare uscita e alimentazione del termostato
- Valutare le funzioni soltanto dopo la compatibilità
- Termostato smart, PID e PWM: cosa cambia nel controllo del riscaldamento
- Quale termostato scegliere per la nuova caldaia
- Netatmo OTH-PRO per caldaie OpenTherm
- BTicino Smarther 2 per impianti con comando a relè
- Vimar 02912: On/Off con regolazione PID
- Gewiss ChoruSmart GW10709: On/Off e PWM
- Quando il termostato non controlla direttamente la caldaia
- E le valvole termostatiche?
- Errori da evitare quando si aggiorna il controllo della caldaia
- On/Off o OpenTherm: quale scegliere con una nuova caldaia?
Quando si cambia caldaia bisogna cambiare anche il termostato?
Non necessariamente. Se la nuova caldaia dispone di un ingresso compatibile con il tipo di comando utilizzato dal termostato esistente, quest’ultimo può in molti casi continuare a gestire l’accensione del riscaldamento. È una situazione frequente con i classici termostati collegati tramite relè o contatto pulito On/Off.
Il fatto che il vecchio dispositivo continui a funzionare, però, non significa che il sistema di controllo rimanga identico sotto ogni aspetto. Le moderne caldaie possono offrire modalità di regolazione differenti rispetto ai generatori sostituiti: accanto al tradizionale ingresso per termostato ambiente possono essere presenti OpenTherm, BUS proprietari o collegamenti destinati ai regolatori specifici del produttore. Alcuni modelli possono inoltre mettere a disposizione più di una possibilità.
È quindi proprio durante la sostituzione della caldaia che vale la pena verificare se mantenere il vecchio termostato oppure aggiornare anche il sistema di regolazione. Il primo controllo da fare non riguarda il Wi-Fi, l’applicazione o il display del nuovo dispositivo, ma l’interfaccia prevista dalla caldaia e il modo in cui si vuole gestire il riscaldamento.
Come controlla la caldaia un termostato On/Off
Il termostato On/Off rappresenta il sistema più tradizionale per gestire la richiesta di riscaldamento. Il dispositivo rileva la temperatura dell’ambiente e la confronta con quella impostata. Quando è necessario riscaldare, attiva il proprio relè e invia la richiesta alla caldaia; una volta raggiunta la temperatura prevista, la richiesta viene interrotta.
Dal punto di vista della caldaia, quindi, il termostato comunica essenzialmente due condizioni: c’è richiesta di calore oppure non c’è. Non indica direttamente al generatore quale potenza utilizzare o quale temperatura di mandata mantenere.
Questo non significa, però, che una caldaia moderna comandata tramite On/Off debba lavorare sempre alla massima potenza. Se il generatore è modulante può continuare a regolare internamente il proprio funzionamento sulla base dei suoi sensori e delle proprie logiche di controllo. A rimanere On/Off è il segnale proveniente dal termostato ambiente.
Cosa significa contatto pulito
Molti termostati On/Off utilizzano un contatto pulito, definito anche contatto secco o libero da potenziale. In questa configurazione il relè del termostato funziona sostanzialmente come un interruttore che apre o chiude il circuito di comando senza fornire autonomamente tensione ai morsetti della caldaia. Il tipo di uscita non deve però essere confuso con l’alimentazione del termostato. Un modello può essere alimentato a batterie oppure richiedere 230 V e avere comunque un’uscita a contatto pulito.
Questo aspetto diventa particolarmente importante quando si sostituisce un vecchio termostato. Un dispositivo alimentato a batterie potrebbe avere nella scatola soltanto i conduttori utilizzati per il comando della caldaia; un nuovo modello smart da incasso potrebbe invece richiedere anche un’alimentazione dedicata.
OpenTherm: cosa cambia nel controllo di una caldaia modulante
Con OpenTherm cambia il modo in cui termostato e caldaia comunicano. Non si utilizza più soltanto l’apertura o la chiusura di un contatto, ma una comunicazione digitale bidirezionale tra dispositivi compatibili.
Questo permette al regolatore di trasmettere alla caldaia informazioni più articolate rispetto alla semplice richiesta di calore. In una configurazione compatibile, il termostato può per esempio richiedere una temperatura di mandata adeguata al fabbisogno dell’ambiente e ricevere informazioni sul funzionamento del generatore.
La regolazione può quindi diventare più progressiva. Invece di limitarsi a stabilire quando esiste una richiesta di riscaldamento, il sistema può coordinare in modo più stretto il funzionamento della caldaia con le condizioni rilevate nell’abitazione.

Va comunque evitata una semplificazione frequente: OpenTherm non garantisce automaticamente una determinata percentuale di risparmio energetico. Il risultato dipende dall’intero impianto, dalle caratteristiche dell’edificio, dai terminali utilizzati, dalle temperature di esercizio, dalla regolazione e dal comportamento della caldaia.
Inoltre, la compatibilità OpenTherm non significa necessariamente che ogni caldaia e ogni termostato gestiscano tutte le funzioni previste dal protocollo nello stesso modo. Prima dell’acquisto bisogna quindi verificare ciò che è effettivamente supportato dai due dispositivi.
Caldaia modulante con termostato On/Off: è possibile?
Sì. Una caldaia modulante può funzionare anche con un normale termostato On/Off, se il produttore mette a disposizione un ingresso compatibile. È proprio su questo punto che spesso nasce confusione. Il termine “modulante” descrive la capacità della caldaia di adattare la propria potenza, mentre OpenTherm identifica uno specifico sistema di comunicazione tra regolatore e generatore. Una caratteristica non implica automaticamente l’altra.
Immaginiamo quindi una nuova caldaia modulante collegata a un termostato On/Off. Quando il termostato richiede calore, la caldaia si attiva; durante il funzionamento può comunque variare internamente la propria potenza in funzione delle temperature rilevate e delle logiche impostate dal costruttore. Il termostato ambiente, però, continuerà a trasmettere soltanto una richiesta presente o assente.
Con un regolatore OpenTherm compatibile, invece, la comunicazione tra ambiente e generatore può diventare più articolata e consentire al sistema di adattare anche alcuni parametri di funzionamento in base al fabbisogno.
Posso mantenere il vecchio termostato con la nuova caldaia?
La risposta dipende principalmente dal tipo di uscita del vecchio termostato e dagli ingressi disponibili sulla nuova caldaia. Se il vecchio dispositivo utilizza un normale contatto e la nuova caldaia dispone di un ingresso compatibile, può essere possibile mantenerlo. In questo modo il sistema continuerà a funzionare attraverso una richiesta On/Off.
La sostituzione del termostato può invece diventare interessante quando la nuova caldaia mette a disposizione una modalità di controllo che si desidera sfruttare, quando il vecchio dispositivo non è elettricamente compatibile oppure quando si vogliono aggiungere funzioni come programmazione evoluta, controllo remoto e integrazione con altri dispositivi.
Non bisogna però scegliere il nuovo modello partendo soltanto dalla presenza di due fili già installati. Il numero dei conduttori non permette di distinguere un normale contatto, OpenTherm o un BUS proprietario. La verifica deve essere effettuata seguendo lo schema della nuova caldaia.
Come capire se la nuova caldaia supporta OpenTherm
Il punto di partenza è sempre marca e modello esatto della caldaia. Sapere soltanto che si tratta di una caldaia modulante o conoscere il produttore non è sufficiente. Nel manuale devono essere controllate le sezioni dedicate al termostato ambiente, ai regolatori climatici, ai controlli remoti e ai collegamenti elettrici.

Per OpenTherm il produttore può indicare esplicitamente il protocollo, utilizzare il relativo logo oppure identificare morsetti dedicati con la sigla OT. Particolare attenzione va prestata alle diciture BUS, TA, RT, T1-T2 e OT. Non sono sigle universali e non devono essere interpretate senza consultare la documentazione specifica del modello.
Un morsetto BUS, per esempio, può appartenere a un sistema proprietario del produttore e non essere compatibile con OpenTherm. Allo stesso modo un ingresso TA può richiedere un normale contatto, ma le modalità esatte devono sempre essere verificate sullo schema. Una caldaia può quindi trovarsi in una di queste condizioni:
- dispone soltanto di un ingresso On/Off;
- dispone di On/Off e OpenTherm;
- utilizza un BUS proprietario;
- permette più sistemi di regolazione;
- richiede un modulo aggiuntivo per determinate interfacce.
Come verificare la compatibilità prima di scegliere il nuovo termostato
Una volta individuate le modalità di controllo previste dalla caldaia, bisogna confrontarle con le caratteristiche del termostato.
Controllare l’ingresso previsto dalla caldaia
La prima verifica riguarda il tipo di comando richiesto: contatto pulito, ingresso con determinate caratteristiche elettriche, OpenTherm oppure BUS proprietario.
Questa informazione deve arrivare dal manuale della caldaia e non essere dedotta dal collegamento del vecchio termostato. Collegare un relè tradizionale a un ingresso digitale oppure applicare una tensione a morsetti che non la prevedono può danneggiare i dispositivi.
Verificare uscita e alimentazione del termostato
Una volta stabilito quale ingresso deve essere comandato, bisogna controllare le caratteristiche del nuovo dispositivo. Un termostato può funzionare a batterie, essere alimentato a bassa tensione oppure richiedere 230 V. Separatamente bisogna verificare il tipo di uscita verso la caldaia.
Nel caso dei modelli da incasso entrano in gioco anche presenza dell’alimentazione nella scatola, profondità disponibile, supporto e placca. È un aspetto particolarmente importante quando si passa da un vecchio cronotermostato alimentato a batterie a un dispositivo smart integrato nella serie civile.
Valutare le funzioni soltanto dopo la compatibilità
Solo dopo aver verificato che il termostato può effettivamente comandare l’impianto ha senso confrontare programmazione settimanale, app, statistiche, controllo remoto, assistenti vocali o gestione di più zone.
L’ordine è importante: un termostato con molte funzioni smart non diventa compatibile con una caldaia che utilizza un’interfaccia differente.
Termostato smart, PID e PWM: cosa cambia nel controllo del riscaldamento
Quando si aggiorna il sistema di termoregolazione compaiono spesso altre definizioni che rischiano di complicare ulteriormente la scelta. Smart, Wi-Fi, PID e PWM non indicano però un’alternativa a On/Off o OpenTherm: descrivono aspetti differenti del dispositivo.

Un termostato smart può offrire controllo da smartphone, programmazione, statistiche o integrazione con altri dispositivi. La connessione può avvenire tramite Wi-Fi, Zigbee o altri sistemi, ma questo non dice quale tipo di segnale venga inviato alla caldaia. Un termostato Wi-Fi può tranquillamente comandare il generatore attraverso un normale relè On/Off.
Il PID riguarda invece la logica utilizzata per regolare la temperatura. L’algoritmo considera lo scostamento rispetto al valore desiderato e il suo andamento nel tempo, permettendo al dispositivo di decidere con maggiore precisione quando richiedere calore.
Anche il PWM interviene sulla regolazione, distribuendo nel tempo periodi di richiesta e pausa. In entrambi i casi, però, il comando finale può continuare a essere trasmesso tramite relè. La distinzione può essere sintetizzata così:
- On/Off e OpenTherm riguardano il modo in cui il termostato comunica con l’impianto;
- PID e PWM riguardano il modo in cui viene elaborata la regolazione;
- Wi-Fi e Zigbee riguardano la connettività;
- smart identifica un insieme di funzioni aggiuntive e di controllo.
Quale termostato scegliere per la nuova caldaia
Una volta individuato il sistema supportato dalla caldaia, è possibile restringere la scelta ai dispositivi compatibili: regolatori OpenTherm, termostati smart con uscita a relè o modelli coordinati con le principali serie civili.

Netatmo OTH-PRO per caldaie OpenTherm
Il Termostato Modulante Intelligente Netatmo OTH-PRO è pensato per caldaie individuali modulanti compatibili OpenTherm. Il dispositivo utilizza il protocollo OpenTherm per dialogare con il generatore e consente la gestione tramite Home + Control. La programmazione e il controllo remoto si affiancano quindi alla comunicazione digitale con la caldaia.
Prima dell’acquisto rimane indispensabile verificare sul manuale che il modello di caldaia supporti realmente OpenTherm e quali funzioni siano disponibili nella configurazione prevista.Per approfondire l’ecosistema è possibile consultare anche la guida Netatmo: come trasformare la casa in un ambiente intelligente e sicuro.
BTicino Smarther 2 per impianti con comando a relè
Il BTicino Smarther 2 XW8002 è invece un termostato connesso da incasso dotato di uscita con contatto libero da potenziale. Smarther 2 offre controllo tramite Home + Control, programmazione e funzioni connesse, ma la comunicazione con l’impianto rimane basata sul relè. Non deve quindi essere considerato equivalente al Netatmo OTH-PRO soltanto perché entrambi possono essere gestiti tramite app.
Può essere valutato quando la nuova caldaia dispone di un ingresso compatibile con il tipo di contatto previsto e nella posizione di installazione sono disponibili alimentazione e spazio adeguati. Per chi utilizza questo ecosistema è disponibile anche la guida completa all’app Home + Control.


Vimar 02912: On/Off con regolazione PID
Il Vimar 02912 permette di gestire riscaldamento e condizionamento attraverso modalità On/Off e PID ed è controllabile localmente o tramite app View.
È un esempio utile per capire la differenza tra protocollo e algoritmo di regolazione. La presenza del PID non trasforma il dispositivo in un termostato OpenTherm: il controllo dell’impianto continua a essere effettuato tramite relè.
La scelta può quindi essere interessante quando si cerca una regolazione evoluta e un sistema connesso, ma la caldaia deve sempre essere compatibile con l’uscita prevista dal dispositivo.
Gewiss ChoruSmart GW10709: On/Off e PWM
Il Gewiss ChoruSmart GW10709 è un termostato connesso Zigbee da due moduli con uscita a relè e possibilità di utilizzare logiche On/Off o PWM nelle configurazioni previste.
Anche in questo caso bisogna distinguere le due caratteristiche: Zigbee riguarda la comunicazione nell’ecosistema connesso, mentre On/Off e PWM descrivono la gestione del riscaldamento.
Quando il termostato non controlla direttamente la caldaia
Il ragionamento cambia negli impianti in cui il termostato non è collegato direttamente al generatore.
In un impianto a pavimento multizona, ad esempio, i termostati ambiente possono comandare gli attuatori installati sul collettore attraverso una centrale di gestione. La caldaia riceve successivamente la richiesta dal sistema nel suo complesso. In questo scenario OpenTherm, se presente, può trovarsi a un altro livello dell’impianto e non sostituisce la regolazione delle singole zone.
Per i fan-coil, invece, il termostato può dover controllare valvole e differenti velocità della ventilazione. Servono quindi prodotti progettati specificamente per questo tipo di impianto.
Nei sistemi KNX, Vimar By-me o altri impianti BUS, il termostato comunica infine con gli attuatori e con l’architettura domotica installata. Anche se il dispositivo assomiglia a un normale termostato da incasso, non deve essere considerato un sostituto diretto di un modello On/Off.
E le valvole termostatiche?
Quando si aggiorna il riscaldamento può essere utile valutare anche la regolazione stanza per stanza tramite valvole termostatiche.

Le valvole agiscono sul flusso d’acqua dei singoli radiatori e hanno quindi una funzione differente rispetto al termostato che genera la richiesta verso la caldaia. A seconda dell’impianto e dell’ecosistema possono lavorare insieme al termostato principale oppure essere utilizzate in configurazioni destinate al riscaldamento centralizzato.
Per regolare un singolo radiatore si può valutare la Valvola Termostatica Intelligente Netatmo NAV-PRO. Nella stessa gamma è disponibile anche il Kit valvole termostatiche intelligenti Netatmo NVP-PRO.
Prima dell’acquisto bisogna però verificare la compatibilità con i radiatori, gli eventuali adattatori necessari e la configurazione complessiva dell’impianto.
Errori da evitare quando si aggiorna il controllo della caldaia
Quando si sostituisce il generatore, uno degli errori più comuni è ricollegare automaticamente il vecchio termostato senza verificare quali possibilità offra la nuova caldaia. Potrebbe essere perfettamente compatibile, ma vale comunque la pena capire se il generatore mette a disposizione modalità di regolazione differenti.
All’estremo opposto c’è l’errore di acquistare un termostato OpenTherm soltanto perché la caldaia è nuova o modulante. Modulante non significa automaticamente OpenTherm, e un BUS proprietario non deve essere confuso con il protocollo OT.
Bisogna poi evitare di scegliere un dispositivo soltanto perché è Wi-Fi oppure perché utilizza PID o PWM. Queste caratteristiche possono essere utili, ma non determinano la compatibilità con l’ingresso della caldaia.
Infine, non bisogna trascurare il cablaggio e l’alimentazione disponibili. Soprattutto passando da un vecchio termostato a batterie a un modello smart da incasso, può essere necessario verificare la presenza dell’alimentazione e lo spazio nella scatola.
On/Off o OpenTherm: quale scegliere con una nuova caldaia?
La scelta non dipende da quale tecnologia sia “migliore” in senso assoluto, ma da ciò che supporta la nuova caldaia e da come si vuole gestire il riscaldamento.
Se il generatore prevede un normale ingresso per termostato ambiente, un dispositivo On/Off compatibile può continuare a rappresentare una soluzione efficace e può comunque offrire funzioni smart, controllo remoto e algoritmi evoluti.
Se invece la caldaia supporta OpenTherm e si desidera sfruttare una comunicazione più articolata tra ambiente e generatore, può essere opportuno valutare un regolatore progettato per questo protocollo. Nei casi in cui venga utilizzato un BUS proprietario, la scelta dovrà invece seguire le indicazioni del produttore della caldaia.




